36° Stormo "Hellmut Seidl" .... tra un glorioso passato ed un futuro all'insegna dell'evoluzione tecnoclogica, si intreccia il presente: l'eccellenza della difesa aerea nazionale















di Valerio Perondi & Com.te Santo Cucè

Assicurare la difesa e la sorveglianza dello spazio aereo nazionale è il compito primario per l'Aeronautica Militare, tuttavia per esercitarne il controllo e garantire la sicurezza del nostro paese, la Forza Armata svolge un'accurata quanto scrupolosa attività di monitoraggio di tutti i velivoli che attraversano il nostro spazio aereo; ma non solo, in riferimento a precisi accordi internazionali stipulati con i rispettivi Governi, il monitoraggio ed il controllo dello spazio aereo è attualmente esteso a quello dell'Albania e della Slovenia.

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Il Sistema di Difesa Aerea Nazionale, così come quello della NATO, si basa sulla capacità di disporre di copertura radar, i cui sistemi sono distribuiti a sua volta sul territorio nazionale secondo un criterio strategico, che fanno capo al Comando delle Operazioni Aeree (COA).
Questo Reparto sorveglia 24 ore su 24 lo spazio aereo italiano avvalendosi di sofisticate apparecchiature radar e dell’impiego di velivoli intercettori assegnati ai Reparti caccia di Difesa Aerea che ne assicurato la prontezza all'impiego secondo una turnazione prestabilita.

Il COA è a sua volta parte integrante di un analogo sistema assai ben più vasto a cui concorrono tutti i paesi della NATO.
Tra i reparti della Forza Armata designati ad assolvere il ruolo di Difesa Aerea, il 36° Stormo si inserisce a fianco del 4° Stormo di Grosseto e del 37° Stormo di Trapani, come parte operativa di questo sistema, assicurando la prontezza di alcuni velivoli pronti al decollo nel caso che lo stesso C.O.A. o il sistema di sorveglianza aereo della NATO lo renda necessario. 

Le funzioni di Comando e Controllo dei velivoli intercettori della difesa aerea sono, in ambito NATO, devolute al C.A.O.C. di Torrejon (Spagna), mentre in ambito nazionale sono di pertinenza dell'Air Operation Centre del C.O.A. di Poggio Renatico (FE). 
Nel caso in cui uno di questi enti di sorveglianza, il C.A.O.C. o il C.O.A., avvisti una traccia radar non identificata, oppure un aeromobile non risponda a prestabiliti requisiti oppure diverga dalla rotta prevista senza validi motivi e senza averne chiesta la debita autorizzazione, dispone rapidamente il decollo (in gergo definito scramble) dei velivoli intercettori che, sotto la guida dei controllori di intercettazione a terra, in servizio nei due Gruppi Radar dell'Aeronautica Militare, si dirigono verso la traccia "sospetta" per procedere alla sua identificazione. 



In che modo avviene questa procedura? Avviene secondo un protocollo ben definito, concordato e standardizzato da tutti i Reparti, ossia, i velivoli intercettori una volta acquisito il target ne accertano inizialmente l’identità attraverso un contatto visivo ed intervengono, ove necessario, per scortarlo fino ai limiti dello spazio aereo nazionale o di responsabilità, senza ingaggiare alcun tipo di minaccia o combattimento. 
Se necessario, può essere imposta al velivolo una variazione di rotta o l'atterraggio su di un aeroporto alternato ed idoneo per effettuare ulteriori verifiche da parte dell'autorità di Pubblica Sicurezza. 
Nel caso in cui durante questa fase sorgano problematiche di rilevante importanza, sarà sempre lo stesso C.O.A. o CAOC a disporre misure difensive più incisive.

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Sull'aeroporto Militare di Gioia del Colle, situato a pochi chilometri da Bari, incontriamo il Colonnello Pilota Andrea Fazi, Comandante del 36 Stormo, con il quale facciamo il punto della situazione sull'importante ruolo che il Reparto riveste all'interno del sistema di Difesa Aerea. 
Lo stormo, per altro intitolato ad Hellmut Seidl - Colonnello Pilota della Regia Aeronautica non che memorabile eroe della Seconda Guerra Mondiale decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria- è collocato nell'organigramma dell'Aeronautica Militare alle dirette dipendenze del Comando delle Forze da Combattimento di Milano e dal sovra ordinato Comando Squadra Aerea di Roma. Per la sua posizione geografica, ritenuta molto strategica, la base aerea di Gioia del Colle è considerata dalla Nato tra le più importanti del Mediterraneo, pertanto anche il 36° Stormo, ricopre un ruolo altamente importante per fronteggiare eventuali minacce al sud Europa. 

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Lo Stormo ha così la funzione di mantenere efficiente la difesa aerea nel contesto nazionale ed europeo per i settori sud e sud Est; ruolo ancor più evidente nel momento in cui il 36° è passato da un doppio ruolo di C.B. (Caccia Bombardiere) e C.I. (Caccia Intercettore) al singolo ruolo che gli compete oggi..., quello di difesa dello spazio aereo a sua volta demandato dallo Stormo al 10° e al 12° Gruppo Caccia Intercettori. 
Il Reparto ha la tipica organizzazione di uno Stormo aero tattico che comprende i Gruppi Volo, cuore operativo dello Stormo, l'Ufficio Operazioni, il Gruppo Servizi Logistici Operativi, il Gruppo Servizi Tecnici Operativi, il Gruppo Protezione delle Forze, il Gruppo Efficienza Aeromobili, l'Ufficio Comando, l'Infermeria di Corpo e il Servizio Amministrativo. 

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Dal settembre 2012 sulla base di Gioia del Colle è dislocato anche l'84° Gruppo C/SAR di Brindisi con il compito di assicurare la ricerca e soccorso nel settore di competenza, in caso di necessità. 
Vi sono poi una serie di Organi di staff e consulenza quali il Servizio Comprensoriale di Prevenzione e Protezione, l'Ufficio Sicurezza Volo, la Sezione Promozione Umana e Sociale, il Consigliere Giuridico, il Cappellano Militare, il Public Affairs Officer. 
Sintetizzando la storia di questo Reparto, i cui gloriosi trascorsi ne riconducono le origini al primo conflitto mondiale, ci concentriamo sugli ultimi cinquant'anni di storia, periodo questo dove il susseguirsi di eventi ne hanno determinato la sua rapida evoluzione e trasformazione. 
Il 36°Stormo Hellmut Seidl sin dalla sua costituzione è sempre stato impegnato in prima linea, in attività sia addestrative che, in alcuni casi, reali; impegni questi che nel terzo millennio sono stati veramente molteplici. 

Dal supporto tecnico-logistico all'operazione Locusta in Iraq del 1991, Operazioni Sharp Guard e Deny Flight sui cieli dell'ex-Jugoslavia nel 1993-1995, Odissey Dawn, Unified Protector del 2011 sui cieli della Libia, alle operazioni di Air Policing in supporto all'Islanda e Lithuania, passando attraverso esercitazioni importanti a carattere internazionale cui lo Stormo ha partecipato, dando prova delle sue indiscutibili capacità e competenze. 

In uno scenario operativo moderno come quello attuale, sono sempre più frequenti i rischieramenti in territorio nazionale ed internazionale allo scopo di garantire la copertura aerea; questa tipologia di missione è richiesta maggiormente in occasione di importanti eventi politici, ovviamente presenziati dai più importanti Capi di Stato delle potenze mondiali, tuttavia, per mantenere alti gli standard operativi, si rende necessario svolgere un programma addestrativo fitto, rigido e complesso che spesso richiede un diretto confronto con altre realtà della coalizione. 

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Le esercitazioni dei Gruppi di Gioia del Colle a volte hanno lo scopo di addestrare altre strutture dell'A.M., uno di questi eventi denominato "Giopolis 2001" è stato organizzato proprio sulla base pugliese per addestrare il personale del C.O.F.A. (Comando Operativo delle Forze Aeree). 
Per citare altre esercitazioni "fuori area" a cui hanno partecipato i Gruppi Volo dello Stormo sono state: "Dynamic Response ‘03", "Combined Air Forces Reharsal 2004", "Arcade Deployex", "Anatolian Eagle", "Autumn Flag ‘06", poi ci sono le varie Spring Flag, esercitazione con cadenza annuale in Sardegna a Decimomannu, le esercitazioni "Mare Aperto" in collaborazione con la Marina Militare , le TLP (Tactical Leadership Program), l'Air India 2011, la Winter Hide, la Northern Viking 2011, l'Anatolian Eagle 2012, la Star Vega 2011, la Bright Star 2012, la Starex e la Cieli Ghiacciati 2013, attività di sorveglianza dello spazio aereo islandese. 

Santo Cucè - AAR.NET - 
Ripercorrendo il recente passato, le linee di volo di Gioia del Colle si sono popolate nel tempo di aerei leggendari della storia dell'aviazione: dai Republic F-84F Thunderstreak, ai Tornado F-3 del 21° Gruppo Tiger passando attraverso epoche storiche importanti come quella degli F-86K, degli RT-33, degli F-104 G, S, Asa ed Asa-M per giungere al Tornado IDS e all'Eurofighter.



L'entrata in linea del velivolo Tornado IDS negli anni '80, ha rappresentato una grande evoluzione per la Forza Armata, di conseguenza, anche il 36° Stormo, per poter raggiungere prestabiliti standard operativi oggi essenziali, ha subito una progressiva trasformazione tale da richiedere impegno, sacrificio ed enormi sforzi economici,
Questi ingredienti ben coniugati agli ottimi risultati ottenuti nel tempo, fanno del 36° Stormo uno dei Reparti più prestigiosi della Forza Armata, le cui capacità sono riconosciute e certificate dai più alti Comandi della Forza Armata e della NATO.
L'ingresso del TORNADO, oltre che rappresentare l'inizio di un radicale cambiamento di mentalità, ha portato lo Stormo a conquistare il vanto di esser stato uno dei Reparti dell'Aeronautica Militare a disporre contemporaneamente di ben due Gruppi di Volo e con ruoli diversi tra di loro: il 12° Gruppo C.I - Caccia Intercettori, conosciuto come "Strali", operanti su F-104S Starfighter ed il 156° Gruppo C.B.O.C. - Caccia Bombardieri Ogni tempo Convenzionali, conosciuto come "Linci", su velivolo Tornado IDS.






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Analogamente a tutti i reparti Caccia Intercettori della Forza Armata, l'epoca dello Starfighter non è stata dimenticata; lo "Spillone" è e resterà indiscutibilmente il caccia più longevo dell'Aeronautica Militare, per tanto è comprensibile ricordarlo ancora con un pizzico di nostalgia.

Valerio Perondi - AAR.NET - 
Dal 27 Marzo del 1995, giorno in cui lo Starfighter portò a termine il suo onorato servizio con l'ultimo decollo da Gioia del Colle, lo Stormo ha subito un ulteriore periodo di evoluzione e seppur il passaggio all'"Eurofighter" sia avvenuto in modo graduale, in realtà i mutamenti fatti nel tempo sono stati molteplici. 
Contrariamente agli altri Reparti da Caccia che sono transitati prima sull'F-16 e poi sull'Eurofighter, il 36° Stormo ha vissuto una storia diversa: l'addio al "centoquattro" ha sancito un passaggio di mano delle funzioni caccia-intercettore che nel periodo compreso tra il 1995 ed il 2004 sono transitate ai velivoli Tornado F-3 acquisiti in leasing dalla Royal Air Force. 

Valerio Perondi - AAR.NET - 
Dal 7 dicembre 2004, anno in cui i velivoli inglesi hanno lasciato la base pugliese perché ritirati dal Governo Britannico a scadenza del contratto, il 12° Gruppo Caccia Intercettori ha visto l'impiego degli Aermacchi MB-339 CD, velivoli del tutto diversi dai "104" ma le cui peculiarità hanno garantito un brillante risultato nel ruolo di Difesa Aerea come "slow mover interceptor".
Capacità queste ampiamente dimostrate con successo in occasione di grandi eventi a carattere nazionale come ad esempio i vari G 8, la firma della Costituzione Europea a Roma, o le Olimpiadi Invernali di Torino; impieghi questi, dove gli stessi Aermacchi MB-339 CD del 36° Stormo hanno svolto missioni di sorveglianza e protezione dello Spazio Aereo nazionale e delle aree maggiormente sensibili.



Con il primo ottobre 2007 si apre un nuovo capitolo di storia per lo Stormo; ai comandi del Colonnello Vito Cracas, all'epoca Comandante del XII° Gruppo volo, fa ingresso nelle linee di volo del 36° Stormo il tanto atteso Eurofighter, il caccia di superiorità aerea tra i più moderni e sofisticati nel panorama mondiale, nonché fiore all'occhiello dell'industria aeronautica europea.


L'Eurofighter si configura come il presente ed il futuro del 36° Stormo. 
La lunga strada percorsa per giungere all'Eurofighter ha sancito dei passaggi e dei rapidi mutamenti di tutti gli assetti tali da apportare radicali cambiamenti nell'organizzazione tecnico-manutentiva, del supporto logistico e delle infrastrutture dello Stormo, nonostante ciò, queste sono state occasioni importanti di miglioramento e di crescita sia per lo Stormo che per la Forza Armata e di riflesso anche per il territorio pugliese.

Santo Cucè - AAR.NET - 
A distanza di poco meno di un anno dalla consegna dell'Eurofighter, in riferimento ad un preciso piano di ammodernamento e riassetto globale dei reparti volo della Forza Armata, il 156° Gruppo equipaggiato dai Tornado IDS, a far data dal 1 luglio 2008 lascia il 36° Stormo alla volta del 6° Stormo di Ghedi.

"Come ogni addio è stato, tuttavia, sofferto, tanto per i Sottufficiali ed Ufficiali tecnici che hanno operato con l'insegna della Lince per decenni, quanto per gli equipaggi di volo, molto legati allo Stormo ed alla Puglia in generale, oltre che da amicizie fraterne frutto di un lavoro "spalla-a-spalla" che contraddistingue una vera squadra di professionisti", ci narra il Comandante Fazi.

Il 36° è così passato da un doppio ruolo operativo misto C.B. (Caccia Bombardiere) e C.I. (Caccia Intercettore) al singolo ruolo che gli compete oggi, questo compito di difesa dello spazio aereo viene demandato dallo Stormo al 12°Gruppo C.I., affiancato nel 2010 dal X° Gruppo Caccia "Francesco Baracca" proveniente dal 37° Stormo.

Il 36° Stormo Helmut Saidl, è in grado oggi di assicurare, con le modalità stabilite dai piani operativi la Difesa Aerea dell'area di interesse nazionale assegnata, corrispondente al centro-sud. Inoltre, dal 01 luglio 2009, coopera con la Grecia per l'Air Policing sui cieli dell'Albania concorrendo al controllo, sin dal tempo di pace, dello Spazio Aereo relativo.

24 ore al giorno e per 365 giorni all'anno, gli Eurofighter del 36° Stormo sono pronti al decollo in pochi minuti su allarme “scramble” per garantire la sicurezza dal nostro paese; intercettare ed identificare qualunque traccia radar aerea sospetta rilevata dai radar, questo è il compito assegnato ai reparti caccia intercettori come il 36° Stormo.

Grazie al sistema, standard NATO Link-16, i nostri caccia sono in grado di comunicare e scambiare dati ed immagini in tempo reale con altri velivoli in volo nelle vicinanze e con i controllori radar a terra per una più corretta e veloce gestione dello spazio aereo circostante e dell’eventuale minaccia da contrastare.

"Il 36° Stormo ha riassunto la capacità operativa in circa un anno dall'assegnazione dei primi F-2000", ci narra il Colonnello Fazi ; "le precedenti esperienze sia in campo manutentivo che da parte degli equipaggi su altri velivoli hanno fatto si che si potessero usare al meglio i velivoli in dotazione sin dai primissimi giorni. In tale ottica la piena capacità operativa raggiunta in meno di un anno è può considerarsi un successo delle scelte effettuate nel periodo di transizione verso il Typhoon", prosegue il Colonnello Fazi.



Qual'é l'iter addestrativo del personale navigante che arriva allo Stormo, utilizzate anche un simulatore di volo per le qualifiche successive al Combat Ready limited che rilascia il 20 Gruppo?

"L'addestramento del personale navigante è continuo e costante. L'accrescimento delle conoscenze e delle esperienze è alla base del lavoro del pilota. Si seguono degli iter addestrativi prestabiliti e collaudati per conseguire varie qualifiche che vanno dall'essere "pronto al combattimento" sino alla qualifica di istruttore sul velivolo. In questo iter e nell'addestramento giornaliero per il mantenimento delle qualifiche raggiunte, si inserisce in maniera fondamentale il simulatore di volo. Quest'ultimo permette una crescita più veloce e permette di riprodurre non solo molteplici e complicati scenari ma anche tutte le emergenze del velivolo, innalzando di fatto la sicurezza delle operazioni" , afferma il Colonnello Fazi.

Sicuramente il Simulatore di Volo è un ausilio fondamentale per il prosieguo dell'addestramento successivo alla qualifica di pronto al combattimento limitato.



Ci sono ancora equipaggi assegnati al reparto che sono ancora in addestramento o sono tutti già tutti qualificati combat ready? 
"Quando un pilota viene assegnato al Reparto ha la qualifica di Pronto al Combattimento Limitato, ossia può essere impiegato solo in determinate forme di volo. È qui che completa l'iter addestrativo per avere una piena capacità operativa che poi accresce nell'esperienza e nella acquisizione di altre qualifiche che arrivano sino a quella di istruttore sul velivolo Typhoon. L'addestramento segue un iter ben preciso e codificato, continuamente aggiornato per mantenerlo attuale con i mutevoli scenari e che tutti i piloti seguono per poter affrontare le situazioni in corso e quelle di possibile sviluppo futuro" .

Santo Cucè - AAR.NET - 
I Gruppi Volo hanno sempre una aliquota di piloti neo assegnati in addestramento per la Qualifica di Pronto al Combattimento. 
È parte integrante lo è accompagnato da un sistema addestrativo ambizioso e moderno del quale fa parte un simulatore “Full Mission” sviluppato con la partecipazione di Alenia Aeronautica e Selex Galileo in grado di simulare ogni scenario, ogni situazione, ogni emergenza ed avaria a vantaggio di un considerevole risparmio di ore di volo reali e sul carico di lavoro dei velivoli, nonché di una maggiore capacità operativa degli equipaggi di volo. 



Possiamo citare un aneddoto e magari raccontarlo come se fosse narrato da uno dei vostri piloti che lo ha vissuto in prima persona? 

"I nostri piloti si addestrano giornalmente ad affrontare diverse situazioni che potrebbero affrontare in operazioni reali o durante i giorni di "allarme" ossia quando siedono vicino ai velivoli messi a disposizione per il Servizio Sorveglianza dello Spazio Aereo. Tutte le esercitazioni però non possono simulare il momento in cui suona la fatidica sirena" dello scramble, quella che segnala il momento di andare in volo per una richiesta del Comando delle Operazioni per intercettare velivoli che interessano il nostro spazio aereo. È qui che la professionalità e l'addestramento prende il sopravvento sulle emozioni. 

La corsa al velivolo, la vestizione e la messa in moto, il primo contatto radio dal quale si hanno le prime informazioni per il decollo. Una manciata di minuti ed inizia la corsa di decollo con la pressione dell'accelerazione che schiaccia il pilota e l'incertezza di cosa bisognerà affrontare in volo. Il gregario che corre dietro a poche centinaia di metri e finalmente il contatto con il radar della difesa aerea. Adesso si scoprirà quale missione siamo stati chiamati ad affrontare. Oggi dovremo intercettare un velivolo che non risponde alla chiamate radio, probabilmente in avaria. È lontano e viene autorizzata la corsa supersonica; in pochi secondi i velivoli sono oltre la barriera del suono in vertiginoso aumento. Si raggiungono velocità superiori ai 2000 km orari. Così in poco tempo si raggiunge il "bogey", il velivolo da intercettare. 


Dapprima lo si individua sul radar poi a vista ed inizia la fase di ricongiungimento e chiusura. Un rapido sguardo all'orologio, sono passati solo 15 minuti dal suono della sirena. Inizia una fase delicata della missione, capire cosa stia succedendo, riferirlo al Comando delle Operazioni ed eventualmente intervenire. In questo caso il velivolo ha problemi elettrici e le radio probabilmente non funzionano correttamente. Dapprima si cerca un contatto radio seguito da quello visivo. Tramite un codice di segni internazionale il pilota dell'aereo intercettato ci fa segno di non poter usare le radio. Seguirà il suo piano di volo che prevede la sua destinazione da li a breve, verrà scortato sino all'atterraggio. Tocca con le ruote per terra, nessun altro problema, è ora di tornare per rimettere in prontezza i velivoli. Coordinamenti, breve navigazione ed eccoli di nuovo a terra. Riforniti i velivoli di carburante, siamo di nuovo pronti a scattare al suono della sirena. È il momento del debriefing, di analizzare la missione e capirne i margini di miglioramento. Ogni volo è diverso da un altro ma la condivisione delle esperienze permette un accrescimento dei piloti notevole ed unico. Domani se ne parlerà con tutti gli altri, domani ci sarà un'altra squadra pronta al decollo", ci narra il Com.te Fazi.




L'Eurofighter, fiore all'occhiello della tecnologia europea, ha portato una grande innovazione in termini di efficienza e di professionalità. Facendo un confronto con il recente passato che cosa è cambiato? 

Santo Cucè  - AAR.NET - 
"L'interazione con l'industria nazionale è sempre stato un punto di forza per l'Aeronautica Militare, adesso rafforzato da un prodotto che è un concentrato di tecnologia gran parte Italiano. Questo però va inserito negli scenari moderni, mutevoli e che non vedono più grandi blocchi nazionali affrontarsi. Adesso la flessibilità è la chiave di lettura della politica internazionale ed ovviamente dell'Aeronautica Militare. In tal senso va visto l'enorme salto in avanti della tecnologia installata sui velivoli di nuova generazione e ovviamente sulle capacità professionali richieste a tutto il personale militare. Il recente passato è stato un fondamentale momento di maturazione e passaggio ad un modello flessibile ed estremamente efficiente, dove tutte le risorse sono accuratamente bilanciate e proiettate all'operatività" . 




Che versioni dell'EFA sono assegnati al 36° Stormo? Tra le varie versioni di upgrade, ci sono delle differenze per tipologia di impiego? 

"Al 36° Stormo sono presenti tutte le versioni più moderne del velivolo, siano esse del primo lotto di produzione che del secondo. Tutti i velivoli hanno la piena capacità operativa nel ruolo di Difesa Aerea" . 

Santo Cucè - AAR.NET - 
Soffermandoci ad osservare da vicino un Eurofighter, da un punto di vista puramente estetico di differenze sostanziali non se ne vedono, ma di fatto, i velivoli del primo e del secondo lotto di consegna si distinguono tra loro per tipologia di hardware di cui sono equipaggiati. 
Gli Eurofighter della Tranche 1, i primi ad essere stati prodotti, hanno una componentistica hardware meno moderna dei velivoli di Tranche 2, tuttavia, grazie all'aiuto del Reparto Sperimentale volo di Pratica di Mare, ai partner stranieri come la Gran Bretagna e al prezioso consiglio dell’industria, sono stati sviluppati nuovi software che ben coniugati ad hardware ben più veloci dei precedenti, ottimizzano la distribuzione delle informazioni al pilota rendendoli estremamente efficaci. 
Nel dettaglio, gli Eurofighter della Tranche 2, hanno un hardware più moderno sul quale è stata sviluppata una conoscenza tecnica tale da poter apportare, insieme all’industria e ai nostri partner internazionali, delle importanti modifiche. 



Gli equipaggiamenti più importanti e comuni tra tutte le Tranche di produzione dell’Eurofighter sono un radar molto sofisticato, performante ed efficiente, un sistema di scambio dati chiamato MIDS, il sistema di auto protezione dalle minacce sia di superficie che in volo chiamato DASS, il sensore diurno e notturno agli infrarossi PIRATE, che permette di vedere anche al buio, il visore elettronico asservito al casco del pilota (HEA, Helmet Equipment Assembly) che dà al pilota una elevatissima Situational Awarness e una grandissima efficacia operativa.
Per quanto concerne gli armamenti, l’Eurofighter può impiegare il missile radar a lunga distanza AMRAAM, il missile IR a breve distanza IRIS-T e poi è dotato di un cannone Mauser 27 mm, come quello in dotazione al velivolo Tornado.



Santo Cucè - AAR.NET - 
Al cospetto di altre realtà straniere NATO, come si è posto l'Eurofighter ? 

La possibilità di confrontarci con forze aeree di altri paesi non solo migliora la standardizzazione delle operazioni a livello internazionale ma conferma che il nostro addestramento procede nella giusta direzione. Il sistema Eurofighter, inteso sia come componente tecnico-logistica che professionale del personale, ha raggiunto da qualche anno la piena maturità permettendo di mettere in evidenza in maniera inequivocabile le nostre capacità rendendolo punto di riferimento all'interno della comunità internazionale. 
L'impiego dell'Eurofighter ha evidenziato la grande capacità degli equipaggi e di tutto il personale di supporto 

Per quanto concerne la manutenzione, come viene gestita dal GEA dello Stormo e che tipo di interventi può svolgere? 

Santo Cucè - AAR.NET - 
"Il GEA dello Stormo fornisce manutenzione di primo e secondo livello tecnico. Quindi supporta l'attività di volo dello Stormo e concorre al processo manutentivo della flotta nazionale con ispezioni di secondo livello producendo di fatto la maggior parte delle ore di volo del velivolo F-2000". 

Santo Cucè  - AAR,NET - 
Il 936° Gruppo Efficienza Velivoli rappresenta il fiore all’occhiello del Reparto pugliese; a far data dal 2009, in riferimento ad una specifica direttiva della Forza Armata, è stata attivata a Gioia del Colle una prima linea di Ispezione per le 500 ore di tutti gli Eurofighter dell'Aeronautica Militare, tuttavia questo G.E.A., svolge interventi manutentivi sui velivoli del 36° e del 37° Stormo che spaziano dai sistemi avionici, ai software fino ai motori, avvalendosi di una perfetta sinergia con il 1° RMV (Reparto Manutenzione Velivoli) di Cameri; entità suprema dell'organigramma manutentivo di tutta la linea volo Eurofighter dell'Aeronautica Militare italiana. 

L'Eurofighter è lo stato dell’arte dei velivoli da caccia di 4a generazione con prestazioni aerodinamiche superiori che consentono di intervenire ed intercettare tutto ciò che vola, dall’elicottero o aeroplano da turismo al caccia ad altissima quota e numero di Mach. Dal punto di vista dell’elettronica, poi, ovvero dell’avionica, il pilota di Eurofighter ha a disposizione gli strumenti più moderni e sofisticati nonché affidabili, efficaci ed efficienti. 





Quali sono i teatri addestrativi internazionali in cui lo Stormo è o è stato impegnato ? 

"Gli impegni addestrativi sono stati innumerevoli. Per citarne alcuni di rilevanza internazionale possiamo ricordare le frequenti esercitazioni di Tactical Leadership Programme (TLP) ad Albacete (Spagna), gli scambi bilaterali nell'amibto del programma EAG (European Air Group), la Anatolian Eagle in Turchia, la OVDA in Israele, la JAWTEX in Germania, e la recente Trident Juncture 2015 rischierati a Trapani. 
Degna di rilievo, infine, la esercitazione NATO CAPABILITY EVALUATION 2014, una valutazione delle capacità operative di rischierabilità e attività in ambiente ostile brillantemente superata dal XII° e X° Gruppo Volo e dalle unità di supporto tecnico-logistico dello Stormo". 

Quante ore di volo, se si possono citare, cumula lo stormo annualmente? 

"Per il 2015 lo Stormo è impegnato nell'ordine delle 4000 ore volo alle quali vanno aggiunte oltre 1000 nell'uso del simulatore che quindi di attesta nel circa 20-25% di tutto l'addestramento. 
In uno scenario come quello attuale dove le crisi e le tensioni internazionali sono molteplici, la salvaguardia degli interessi nazionali passa oggi attraverso la dotazione di uno strumento militare snello, capace, flessibile, interoperabile e proiettabile, dotato di mezzi d'avanguardia tecnologica. L'Eurofighter rappresenta tutto ciò e possiede ottimi margini di potenziamento, tuttavia, il futuro dello Stormo è indiscutibilmente legato allo sviluppo dell'Eurofighter stesso oltreché all'incremento delle capacità manutentive e di supporto tecnico-logistico in caso di rischieramenti addestrativi od operativi "




Un po' di storia 

Costituito il 1 febbraio del 1938 sull'aeroporto di Borgo Panigale (Bologna), il 36° Stormo vede come prima assegnazione i velivoli Savoia Marchetti SM 79 ed SM 81, con compiti operativi di Bombardamento Terrestre. 
Il principale teatro di operazione si estendeva a quell'epoca dall'Albania e Yugoslavia, fino al Mediterraneo, comprendendo la Tunisia e Malta. 

Dal 1941 al 1943, lo Stormo acquisisce i velivoli SM 84 e, dopo un breve periodo di addestramento di transizione sui nuovi velivoli, il 36° Stormo acquisisce la nuova specialità di “aerosiluranti” e viene dislocato in Sicilia e in Sardegna. 
Nel corso del secondo conflitto mondiale il reparto viene più volte chiamato ad assolvere a missioni importanti e le competenze acquisite dagli uomini dello Stormo vengono premiate con la Medaglia d’Oro che si aggiunge a quella d’Argento ottenuta dal 36° Stormo B.T. 

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Dopo l’8 settembre il 36° Stormo, sotto le insegne cobelligeranti, viene trasformato in 36° Stormo Notturno che svolgerà, fino al 1945, intense azioni di supporto ai reparti del Regio Esercito che oppongo resistenza ai nazisti tedeschi e, in seguito, ai reparti partigiani italiani e titini che combattono nei Balcani guadagnandosi ulteriormente un’altra onorificenza, la seconda medaglia d’Argento al Valor Militare. 
Nel novembre del 1948 ormai con Guerra alle spalle il reparto assume la nuova denominazione di 36° Stormo Trasporti fino al 1955 quando verrà collocato in posizione quadro. 
Dopo cinque anni la storia del 36° Stormo ricomincia in una veste completamente diversa, la denominazione è 36a Brigata Missili I.S. (Interdizione Strategica), un Reparto espressamente creato in piena Guerra Fredda su richiesta degli Stati Uniti che avevano necessità di installare dei missili nucleari a medio raggio; scelta questa che ricadde sull’Italia e sulla Turchia, la zona intorno all’area dell’Aeroporto di Gioia venne dotata di molte basi di lancio per il Missile Balistico “Jupiter” e dopo la crisi di Cuba nel 1963 viene stabilita la chiusura della prestigiosa Aerobrigata. 
Il 24 settembre 1963 giungono in Puglia i primi F 86K del 12° Gruppo Caccia Intercettori Ogni Tempo provenienti dalla 4a Aerobrigata seguiti successivamente dal 156° Gruppo Caccia Bombardieri provenienti dalla 6a Aerobrigata equipaggiati con F-84F Thunderstreack, essi vanno a formare, dal primo giugno del 1966 il re-costituito 36°Stormo. 










Le origini 

La realizzazione dell'aeroporto militare dii Gioia del Colle, intitolato al Capitano Pilota Antonio Ramirez, risale al 1915, anno in cui si costituì un “Battaglione Aviatori” dipendente dal Comando di Torino con compiti di Scuola Volo. 
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Tra le molteplici imprese storiche strettamente legate all'allora campo di volo di Gioia del Colle, si ricorda quella di Gabriele D'Annunzio volta a bombardare la base navale di Cattaro. 
La leggendaria incursione aerea venne svolta di notte e fu compiuta attraversando per 400 Km il mare Adriatico con velivoli biplani monomotori adibiti esclusivamente al volo sulla terra ferma e con il solo ausilio della bussola e delle stelle,. 
Da lui considerata la sua impresa bellica più audace, questa è indiscutibilmente la più straordinaria che si sia mai effettuata con velivoli destinati al volo sulla terra ferma. 

Gabriele D’annunzio, noto anche come “il pilota poeta”, incominciò a prepararla con due mesi di anticipo e stentò per ottenere il permesso dai Superiori, perché essi sostenevano che, nessun velivolo avrebbe potuto far rientro a terra a causa della difficoltà della rotta e della lontananza dell'obiettivo da raggiungere. 

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Fu proprio in ricordo di questa gloriosa e vittoriosa missione che negli anni a seguire il Ministero dell’Aeronautica (allora Regia Aeronautica) volle ampliare e mantenere efficiente il Campo di Aviazione, anche se purtroppo al termine della Guerra oltre che essere declassato ad aeroporto di fortuna, rischiò addirittura la chiusura. 
Fortunatamente nel 1935 iniziano i lavori per la costruzione di un nuovo campo di atterraggio e diventa sede del 35° Stormo (bombardamento terrestre) e del 32° Stormo (aerosiluranti). 
Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale viene denominato “Regio Aeroporto Militare” e nel 1943 per un breve periodo sede del Comando del prestigioso 4° Stormo Caccia di Francesco Baracca. 
Nel 1946 con la fine degli eventi bellici diventa sede di una Scuola di Volo dove i primi allievi della risorta Accademia Aeronautica conseguirono l'ambiti brevetto di pilota militare. 











Il Sodalizio del 36° Stormo Caccia 

Costituito il primo gennaio 1998, sull'Aeroporto militare “Antonio Ramirez” di Gioia del Colle il cui ente è intitolato al Col Pil. Riccardo Helmuth Seidl , il "Sodalizio" nasce con il preciso compito di custodire e tramandare le tradizioni storico culturali del 36° Stormo. 

Ma non solo, il Sodalizio conserva e consolida i vincoli di solidarietà̀ tra tutti gli associati, favorisce il benessere morale e materiale dei Soci attraverso iniziative di solidarietà. 
Nel dicembre 2011 il neo presidente Roberto Linzalone assieme al consiglio direttivo hanno voluto dare un identità̀ al sodalizio attraverso un logo che lo identificasse come custode delle tradizioni storiche del 36° Stormo Caccia, rifacendosi all’identità̀ morale della grande Famiglia. 
Il 10 dicembre del 2013 è stato battezzato il Gagliardetto del Sodalizio simbolo di identità̀ morale di tutti gli appartenenti, con la benedizione dal cappellano militare Don Filippo. 
Il Gagliardetto assieme alla campana in ottone sono custoditi nell’ufficio del Presidente e presenzia tutte le attività̀ rappresentative nelle quali è presente il personale del Sodalizio. Contestualmente nello stesso anno è stata realizzata una moneta che riporta su un lato l’Aquila simbolo del 36° Stormo Caccia e sull’altro lato il logo del Sodalizio.


Aviation Air Routes.net ringrazia lo Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, il Comando del 36° Stormo, l'Ufficiale P.I. del 36° Stormo ed il Com.te Santo Cucè. 

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